Il film breve. Capolavori e teorie.
Ovvero: la grande arte di consumare storie
È il genere che ha dato alla storia del cinema tutta una serie di capolavori, da
Une partie de campagne di Renoir a
Toby Dammit di Fellini, da
Le Chien andalou e
Simon del deserto di Buñuel a
La ricotta e
Che cosa sono le nuvole? di Pasolini, a tanti film di Chaplin e Keaton, Clouzot e Tati, e via elencando all'infinito. È il genere che ha segnato la rivelazione della Nouvelle Vague, con i film di Truffaut, Godard, Rohmer, Rivette, Agnès Varda, autori che hanno continuato a praticarlo per tutta la loro carriera. È il genere frequentato dagli anni Ottanta da un'intera generazione di registi italiani, da Amelio a Moretti, da Soldini a Cipri e Maresco, da Garrone a Sorrentino. Nello stesso tempo, le forme brevi sono state il luogo delle più grandi sperimentazioni, da quelle delle avanguardie storiche agli attraversamenti delle altri arti e forme espressive che hanno fatto del film breve il genere più attuale. In ogni caso, è stata proprio la short story che ha visto le uniche incursioni nel cinema di grandi scrittori, da Genet a Mishima, a Majakovskij, magari sulla scorta di teorie letterarie, incentrate sul doppio parallelismo corto-racconto, lungoromanzo. Ovvero il film breve come il luogo privilegiato di un'arte di consumare storie. Borges e Henry James, Edgar Allan Poe e Cechov e Carver, tutte le zone della letteratura e della critica sono state saccheggiate per ritrarre un genere, per fondarne le analogie. Al di là della loro parzialità teorica, simili visioni restano però ricche di suggestioni in termini di poetiche, di cortocircuiti, di definizioni. Insomma, tanti veri capolavori (da vedere e analizzare) e alcune teorie (da conoscere e discutere) di un genere di cui forse è stato Italo Calvino a dare, nelle
Lezioni americane, la più bella definizione: le forme brevi sono quelle più vicine a realizzare il sogno di un'arte "sostenuta dalla forza interna del suo stile, come la terra, senza essere sostenuta da nulla, sta in aria".

1. I Maestri: Renoir, Fellini, Buñuel
2. La Nouvelle Vague: Truffaut, Godard, Rohmer, Rivette, Agnès Varda
3. Il fantastico, da Polanski a Lynch, da Burton a Cronenberg
4. I racconti degli scrittori: Majakovskij, Genet, Mishima
5. In Italia: Amelio, Moretti, Soldini, Ciprì e Maresco, Sorrentino
Docente: Gianni Volpi
Frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì dalle 19 alle 21
Costo del corso: € 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso: Lunedì 18 ottobre
Sede: Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni