Nuove ombre elettriche
Capolavori del cinema orientale contemporaneo

Nonostante l'Estremo Oriente abbia segnato con grande evidenza il cinema di questi ultimi venti anni, come testimoniano i numerosi premi ottenuti nei principali festival occidentali e l'ampio dibattito critico suscitato intorno ad alcuni dei film prodotti in quei Paesi, la distribuzione italiana ha quasi del tutto ignorato, con poche anche se importanti eccezioni, la ricchezza di tale fenomeno. Se alcuni degli autori più rappresentativi del cinema giapponese (Kitano), cinese (Zhang Yimou, Jia Zhang-ke), coreano (Kim Ki-duk, Park Chan-wook), hongkonghese (Wong Kar-wai) e taiwanese (Tsai Ming-liang), sono arrivati sui nostri schermi, molti dei loro film sono comunque rimasti inediti (o al massimo distribuiti in DVD), per non dire poi di altri registi, altrettanto grandi, che il pubblico italiano non conosce affatto, o tutt'al più assai poco, grazie all'apparizione di un solo titolo (come è il caso del coreano Lee Chan-dong di cui in Italia si è visto solo Oasis, nonostante i suoi ultimi film siano stati tutti premiati al festival di Cannes, o Kurosawa Kiyoshi, internazionalmente riconosciuto come uno dei registi più importanti dell'ultimo ventennio, ma che sui nostri schermi ha visto uscire, nella calda estate di qualche anno fa, il solo Pulse, peraltro non una delle sue opere migliori).
Il corso si pone così l'obiettivo di far conoscere alcuni dei film più interessanti del cinema dell'Estremo Oriente contemporaneo (dal 2000 in poi), del tutto inediti, o apparsi solo in DVD o, al massimo, distribuiti nelle sale in modo del tutto marginale.
1.
Battle Royal (Fukasaku Kinji, Giappone 2000). Considerato da Tarantino il più bel film uscito sugli schermi mondiali dal 2000 a oggi,
Battle Royal è un apologo fantascientifico, tratto dal romanzo di Takami Koshun (edito in Italia da Mondadori), che dipinge un mondo totalitario in cui, per disciplinare i giovani, li si costringe a uccidersi l'un l'altro, in un macabro “gioco” che ricorda quello del capolavoro di Sheckley,
La decima vittima.
2.
Achille e la tartaruga (Kitano Takeshi, Giappone 2008). Accorata meditazione sul rapporto tra arte e vita,
Achille e la tartaruga riporta Kitano, dopo alcuni momenti di incertezza, alle sue opere migliori. Il film, diviso in tre episodi, racconta la storia di un artista fallito, o semplicemente incapace di stare al passo delle mode dominanti, mescolando dramma e comicità con la stessa intelligenza di un Chaplin.
3.
Ashes of Time Redux (Wong Kar-wai, Hong Kong 2008). Nuova versione curata dallo stesso Wong Kar-wai (già autore di
Hong Kong Express e
In the Mood for Love), di un film girato nel 1994,
Ashes of Time è l'unica prova del regista nell'ambito del wuxiapian (il cinema hongkonghese di cavalieri erranti e arti marziali). Considerato da alcuni critici come la più importante opera del suo autore, il film è uno straordinario esempio delle sue eccellenti doti stilistiche, nonché uno delle più struggenti storie d'amore del cinema di questi ultimi anni.
4.
The Host (Bong Joon-ho, Corea del Sud, 2006). Diretto da uno dei più accreditati talenti del nuovo cinema coreano,
The Host è un singolare incrocio fra un disaster movie e un melodramma. Un mostro fuoriuscito dal fiume Han di Seoul, rapisce una bambina. Il padre gli darà la caccia. Una storia apparentemente già vista. Ma perché i redattori dei
Cahiers du cinéma lo considerano il quarto miglior film in assoluto del primo decennio del 2000?
5.
Blind Shaft (Li Yang, 2003). Il cinema cinese si trova oggi a documentare una delle più straordinarie trasformazioni che una società abbia mai dovuto compiere nel volgere di pochi anni. Come il mondo di cui è parte, anche il suo stesso cinema si sta muovendo in nuove direzioni.
Blind Shaft documenta le drammatiche condizioni di vita dei minatori cinesi, attraverso una struttura narrativa di grande tensione, in cui le cadenze del thriller si fondono alla perfezione con una storia di formazione.
Docente: Dario Tomasi
Frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il giovedì dalle 19 alle 21
Inizio del corso: Giovedì 21 ottobre
Costo del corso: € 55, riservato ai soci Aiace
Sede: Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni