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«I film sono più grandi della vita»: con questa affermazione risalente agli anni Novanta il grande artista di Sarajevo ha offerto alla critica e al pubblico una formula finalmente in grado di contenere una visione del cinema che sfugge a ogni definizione in virtù di uno stile eccessivo e surreale, ridondante e poetico, storico e visionario insieme. Non esiste autore che negli ultimi decenni sia stato premiato così tante volte nei festival più importanti come Emir Kusturica: dal Leone d’Oro a Venezia con
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Gatto nero, gatto bianco. Una serie impressionante di successi che valgono al regista bosniaco il riconoscimento di uno stile inconfondibile e unico, dove le pagine di Storia si sposano con i ritmi della natura e delle stagioni, dove la passione per i grandi maestri del cinema (da Jean Vigo e René Clair a Federico Fellini) incontra le suggestioni simboliste di Marc Chagall e il surrealismo di René Magritte. 
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